Cosa è successo

I ricercatori di Check Point hanno scoperto SparkKitty, un malware nascosto dentro app che si presentavano come strumenti per criptovalute o piattaforme di messaggistica. Erano pubblicate sull'App Store di Apple e su Google Play, i negozi ufficiali.

Il meccanismo era semplice: l'app chiedeva il permesso di accedere alle foto. Ottenuto il permesso, cercava nella galleria le immagini contenenti frasi di recupero e le inviava ai server degli attaccanti. Una sola app infetta è stata scaricata oltre 10.000 volte prima di essere rimossa.

Post di Coin Bureau su X che segnala il malware SparkKitty trovato su Apple App Store e Google Play, capace di scansionare le foto degli utenti alla ricerca di seed phrase.
Fonte: post di @coinbureau su X — leggi il post originale ↗

La lezione non è "quell'app era cattiva". È che non ci si può fidare nemmeno delle app pubblicate sugli store ufficiali: i controlli sono automatici e imperfetti, e le app malevole restano online per mesi prima di essere rimosse.

Ma soprattutto: il malware ha potuto rubare quei seed solo perché erano dentro il telefono. Il problema non era l'app. Era lo screenshot.

Le quattro regole da non violare mai

Il seed è la lista di 12 o 24 parole che ti viene mostrata quando crei un wallet. Chi ha quelle parole ha i tuoi bitcoin: non gli serve il tuo telefono, né la password, né il PIN.

01

Mai uno screenshot

Finisce nella galleria, leggibile da ogni app autorizzata, e spesso anche nel backup automatico sul cloud.

02

Mai una fotografia

Fotografare il foglio scritto a mano è lo stesso errore: una foto è un file, e i file viaggiano.

03

Mai via email o chat

Anche se cancelli il messaggio, è già passato per server che non controlli ed è già su due telefoni.

04

Mai dentro un file

Niente note del telefono, documenti, Google Drive, iCloud o gestori di password collegati a internet.

La regola in una riga

Il seed si scrive a mano, su carta o metallo, e non tocca mai un dispositivo connesso a internet. Mai — nemmeno per un secondo, nemmeno "solo per copiarlo".

Il furto può arrivare anni dopo

Chi ruba seed su larga scala non svuota il wallet subito. Raccoglie migliaia di frasi e aspetta: che il saldo cresca, e che tu non riesca più a collegare il furto alla causa.

Oggi crei il wallet e fai uno screenshot delle 12 parole. Lo cancelli dopo due giorni, ma un'app malevola l'ha già letto. Passano cinque anni, il saldo è cresciuto, dello screenshot non ti ricordi più. Un giorno apri il wallet e trovi zero — e non saprai mai perché.

Un seed compromesso non dà nessun segnale: nessun avviso, nessuna notifica. Te ne accorgi solo quando i fondi non ci sono più, e a quel punto non si torna indietro.

Anche la carta va protetta

Scrivere il seed su carta è il primo passo giusto, ma non basta: qualcuno potrebbe vederlo e aspettare un anno prima di usarlo. Un trasloco, un tecnico, un ospite curioso, un ladro che fotografa senza rubare nulla.

Non basta nasconderlo: devi poterti accorgere se qualcuno lo ha guardato.

Se non puoi sapere se qualcuno l'ha vista, devi assumere di sì: crea un wallet nuovo e sposta i fondi.

Solo software open source e collaudato

"Open source" significa che il codice è pubblico e chiunque può controllare cosa fa davvero il programma. Con un software chiuso puoi solo fidarti — come chi aveva installato le app di SparkKitty.

Ma non basta: serve anche che sia usato da molte persone da diversi anni. Scarica sempre dal sito ufficiale, mai da link ricevuti nei messaggi o dalle pubblicità dei motori di ricerca. E diffida di qualsiasi app che ti chieda di digitare il seed: nessun software legittimo lo fa.

Sicurezza proporzionata al valore

Costruire un sistema complicatissimo — più dispositivi, firme multiple, backup in tre città diverse — per custodire duecento euro non ha senso: più il sistema è complesso, più è facile sbagliare, e il rischio vero diventa perdere tu stesso l'accesso. Tenere i risparmi di una vita sul telefono che usi ogni giorno è l'errore opposto.

Chiediti: quanto mi cambierebbe la vita perdere questa cifra? La sicurezza giusta è quella proporzionata al valore che protegge.

Sovranità significa responsabilità

Bitcoin ti permette di essere la banca di te stesso: ricevere e inviare pagamenti senza chiedere il permesso a nessuno, conservare fondi che nessuno può congelare o limitare.

Il rovescio della medaglia

Se non c'è una banca che può bloccarti i fondi, non c'è nemmeno una banca a cui telefonare quando qualcosa va storto. La stessa libertà che ti protegge ti rende l'unico responsabile.

Non è un motivo per rinunciare alla self-custody: è un motivo per fare le cose bene adesso, quando gli importi sono piccoli e gli errori costano poco.

La checklist da tenere a mente

  • Il seed è scritto solo a mano, su carta o metallo.
  • Nessuno screenshot, nessuna foto, nessun file, nessun messaggio.
  • Busta sigillata, opaca alla luce, firmata e datata.
  • Solo software open source, dal sito ufficiale.
  • Sicurezza proporzionata al valore custodito.
  • Dubbi che il seed sia stato visto? Sposta subito i fondi.

Come ti aiuta SAFE21

Queste regole sembrano semplici scritte qui, ma nella pratica nascono dubbi: quale wallet scegliere, come fare il backup, dove conservarlo, cosa fare se sospetti un errore.

SAFE21 ti aiuta a gestire i tuoi bitcoin nel modo corretto, con strumenti open source e procedure verificabili — di persona o online, in italiano, senza gergo tecnico.

Le tue chiavi restano sempre e solo tue. SAFE21 non prende mai in custodia i tuoi fondi e non ti chiederà mai il seed: nessun consulente serio lo farebbe.